NEL TUO GIORNO
NEL SUO GIORNO
NEL GIORNO DI NOI TUTTI
Viaggio antropologico sentimentale nel Giorno del Ritorno
Dita Jote gaz na siell
Shën Thanas çë rri ndër qiell*
[Il Tuo Giorno ci ricolma di gioia
Sant’Atanasio che dimori nei cieli]
Esistono singoli legami sociali d’amore, d’amicizia, di fede per un luogo e, in alcuni casi, tali rapporti s’intrecciano tra di loro e si saldano in un’unica contingenza, fondendosi in una profonda e intensa relazione! Ed è quella che vive in Atanasio Sisca, docente di Letteratura Italiana e Cultura Latina, verso Shën Thanasit i Madh [Sant’Atanasio il Grande] patrono di Santa Sofia d’Epiro, comune arbëresh della provincia di Cosenza.
Il professore, che vive a Roma, in virtù di tale devozione, ha pubblicato una prestigiosa opera intitolata IL TUO GIORNO, IL NOSTRO GIORNO - ATANASIO DI ALESSANDRIA - Storia, culto, attualità di un maestro nella fede, dove percorre non solo la vita del Dottore della Chiesa, bensì intraprende un vero e proprio viaggio, attraversa varie epoche storiche e argomenta di linguistica, religione, letteratura, antropologia, geografia, arte, musica, innografia, tradizioni e altro ancora.
In questo lungo excursus, che è un autentico panorama di conoscenze, l’ex allievo del prestigioso Liceo Classico di San Demetrio Corone, altro centro albanofono, uno tra i più importanti della cosiddetta Arbëria, come Virgilio, nella Divina Commedia, fa da guida alla scoperta di vari luoghi e di tanti personaggi che hanno relazionato con la vita del Vescovo di Alessandria.
E la peculiarità che rende gradevole tale itinerario è dove l’autore porta il lettore, attraverso i vari contesti e, soprattutto, nel come riesce a esplicitare le materie trattate, suscitando curiosità e stupore e voglia di continuare il viaggio.
Iniziando con una lezione sulla massima latina Per aspera ad astra, il professore continua l’ammaestramento argomentando sul Concilio di Nicea [320 - 325] e gli anni successivi. Dopodiché il tragitto ci porta nel campo letterario e filosofico e qui vengono esposti i legami verso Sant’Atanasio, nella letteratura italiana, di Petrarca, Poliziano e Dante, e nella filosofia, di Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino. Senza nessuna incertezza, questa è una delle tappe più interessanti nonché piene di fascino del libro.
Naturalmente, tale peregrinare, non può non passare nel posto, dove l’autore ha vissuto la sua infanzia e l’adolescenza, e, con un intreccio di esposizioni antropologiche, etniche, sociologiche, storiche, Atanasio Sisca illustra egregiamente il mondo dal quale proviene, ossia un piccolo comune appartenente alla minoranza etnico linguistica arbëreshe, presente in Italia dal XV secolo, dove tuttora si parla l’antica lingua albanese e, oltre alle ataviche tradizioni, in ambito religioso vive il rito bizantino. In questa sosta a Santa Sofia d’Epiro, che ha dato i natali a Monsignor Francesco Bugliari, Pasquale Baffi, Angelo Masci, Giovanni Masci, Francesco Micieli, si sofferma specificatamente sull’identità della comunità. Dulcis in primis è il poetico paragrafo Ben venga maggio in cui il professore ci illumina la strada con nozioni sulla primavera e certe particolari relazioni del mese di maggio con poeti di epoche diverse. Segue l’analisi di vari aspetti culturali, sociali e religiosi, approfondendo lo studio delle cosiddette Kalimere [canti sacri] e, in particolar modo, quella riguardante Sant’Atanasio, intitolata, Shën Thanasit, chiamata anche Dita Jote. Inoltre riflette, con dovizia, sui legami dei cittadini con le celebrazioni festive del Santo Patrono Atanasio il Grande e delle festività a lui dedicate. La prima ricorrenza è fissata al 18 gennaio, data della sua nascita, e viene appellata Dita e Shën Thanasit i viker [Giorno di Sant’Atanasio il piccolo], la seconda inizia il 23 aprile con l’apertura del novenario e la festa di Dita Jote [il Tuo Giorno] ricade il 2 maggio, giorno della morte del santo. In questa occasione il Professor Sisca, così come innumerevoli persone, che vivono nei più svariati luoghi d’Italia e all’estero, rientrano in paese per partecipare alla Grande Festa, per cui, a ragione, tale evento si può considerare un autentico giorno del ritorno, ritorno alle proprie origini. I festeggiamenti culminano il giorno dell’Ottava di Sant’Atanasio, esattamente la Domenica successiva al completamento dei sette giorni, e in questa giornata, nel pomeriggio, si svolge la manifestazione della Primavera Italo-Albanese, originariamente Festa della Fratellanza.
Nella penultima stazione vengono enunciati vari luoghi, dove vive il culto del santo, e si scopre che il Patrono di Santa Sofia d’Epiro è condiviso in tantissimi centri della Penisola e la devozione è altrettanto forte.
Giunti all’ultima fermata, che è quella più sentimentale, ci si ritrova nel campo dell’onomastica e, qui l’autore, ci spiega l’importanza di chiamarsi Atanasio, ovvero immortale!
E così sarà il destino di quest’opera di cui abbiamo, seppur brevemente, trattato e quello del suo creatore!
Ben venga maggio!
Mirë të vinjë Dita Jote!
Ben venga il Tuo Giorno!
Parkaljes Kristhin për ne
Si Avukati in çë je.
[Intercedi per noi presso Cristo
Come nostro Avvocato prescelto.]
* Versi di apertura dell’inno Shën Thanasit
Lucio Franco Masci
27 APRILE MMXXVI
IL TUO GIORNO
IL NOSTRO GIORNO
ATANASIO DI ALESSANDRIA
Storia, culto, attualità di un maestro nella fede
Prefazione di Arduino Maiuri
Corigliano-Rossano - 2025
